Prolight+Sound, in attesa dei “numeri”

09-04-2019

Si è appena conclusa l’edizione 2019 di PL+S, dal 2 al 5 aprile presso Messe Frankfurt, tornata alla compresenza completa con il MusikMesse. È ancora presto per il comunicato stampa, quindi non vi potremo ancora parlare di numeri e riepiloghi, ma di impressioni e riflessioni.

PL+S è tornata a un modello più vicino alle passate edizioni, ovvero con la compresenza completa delle due fiere (che nelle ultime edizioni avevano una sovrapposizione temporale parziale), il ritorno dell’audio nel padiglione 8 (dopo “l’interregno” nel padiglione 3, molto bello ma che forse aveva disorientato i visitatori) e il mondo del lighting (inteso anche come LEDwall e sistemi di gestione dell’immagine) nell’area dei padiglioni 4.0, 12.0 e 12.1. Non bisogna infatti dimenticare che il PL+S è anche patria dell’area ibrida – come forse appare a guardarla dal lato di chi è abituato al mondo dell’integrazione, ma più classica per chi opera storicamente nell’entertainment – tra musica, tecnologie, arti multimediali, passando per i Dj e il Vjing.

Per questo, a fianco di iniziative dal taglio più B2B, come l’Immersive Technology Forum o l’area dedicata all’Immersive Sound, che hanno riscosso ottimo successo, non sono mancati eventi al crocevia tra musica e tecnologia, anche sparsi tra le piazze della città. Non è mancato anche un altro grande classico del PL+S, la Klangdome (casa della musica) nel cortile tra i padiglioni, dove era possibile ascoltare vari sistemi audio di grande formato, per lo più line array, in successione e a orari stabiliti, per una prova d’ascolto molto reale e realistica. E molto seguita dal pubblico.

La nostra visita si è concentrata prevalentemente nel padiglione 8, dove si trovavano peraltro molte aziende italiane, storicamente provenienti dal mondo dell’entertainment e in tempi più recenti presenti anche nei mercati dell’integrazione e/o del broadcast e magari dell’OEM. Parliamo di aziende come Powersoft, Link, Fulgor, RCF, Dodicifacce e molte altre, fedeli al modello del Made in Italy, perseguito come un valore e un cavallo di battaglia nel marketing. Presenti in questa fiera per incontrare operatori dei settori rental, live, entertainment che, anche dalle loro impressioni, continuano a essere il visitatore primario del PL+S, in rappresentanza di un mercato ancora interessante, rinforzato grazie anche allo svilupparsi della cultura di eventi multimediali in esterni, mapping, mostre multimediali, ecc. Il rovescio della medaglia è che spesso – e purtroppo, secondo noi – il PL+S viene sempre più percepito come in alternativa all’ISE, benché i pareri, coerenti su questo punto, confermino che il mercato di riferimento, e il pubblico, siano diversi per le due manifestazioni. Da qui forse la scelta di alcuni marchi di essere ormai presenti solo a una delle due?

In ogni caso, viene spontaneo, nell’era di Internet dove tutto è presentato e anticipato online, e dove le fiere sono sempre più una occasione di networking e sempre meno per acquistare, riflettere sul modello stesso di fiera: che magari col tempo potrebbe allontanarsi dall’attuale idea di “esposizione” conteggiata al mq, per magari arrivare a un modello legato solo ad eventi, contenuti, occasioni di incontro e di business. Un modello che si scontrerebbe certamente con la realtà delle grandi strutture fieristiche, dei padiglioni da riempire e gli spazi da vendere, ma sul quale forse vale la pena di riflettere.

www.pls.messefrankfurt.com/frankfurt

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