Chiuso un ISE, si pensa all’altro!

06-03-2018

Abbiamo ampiamente analizzato il successo e i trend tecnologici di ISE 2018, mentre ancora non avevamo sentito la voce ufficiale degli artefici di questo exploit. Ci è sembrato più interessante farlo a “mente fredda”, a un mese esatto dall’apertura dei cancelli del RAI Amsterdam, intervistando Mike Blackman, managing director di ISE.

Connessioni – Un successo in numeri, con 80.923 visitatori, ma anche nell’entusiasmo che abbiamo percepito visitando i 15 padiglioni di ISE 2018. Quali sono i segreti di questa crescita?
MB – Tra i driver principali certamente troviamo la forza del mercato AV e dell’integrazione in tutto il mondo e la reale necessità delle tecnologie e delle soluzioni presentate in fiera. Oggi ISE rappresenta, con una notevole massa critica, la destinazione di riferimento per l’AV community globale. Un posizionamento raggiunto in 15 anni di crescite costanti, supportate dal nostro desiderio di offrire al mercato ciò che ci richiede così come quello che pensiamo possa soddisfare le esigenze dei professionisti. In virtù delle dimensioni toccate, avvertiamo oggi un vero e proprio “ronzio” intorno alla fiera, divenuta, con la presenza di oltre 600 rappresentanti della stampa, un trampolino di lancio per centinaia di nuovi prodotti. Gli espositori stanno inoltre proponendo stand di grande impatto, rendendo l’atmosfera ancora più vivace ed entusiasmante. Non dimentichiamo tuttavia che anche il contenuto è una componente vitale di ISE, perché contribuisce al suo essere “evento”. Quest’anno abbiamo sviluppato un programma completo di conferenze e keynote, affiancati dai percorsi formativi promossi da AVIXA e CEDIA. Anche le aziende sponsor hanno organizzato, nel proprio stand o in altri contesti, eventi, demo live e seminari.

ISE ha saputo così unire tutte le anime dell’integrazione e delle tecnologie AV, ci sembrava importante che i visitatori potessero restituire al rientro questa visione d’insieme alle aziende e ai colleghi. In ultimo, ISE si è unita quest’anno alla città di Amsterdam con la promozione dei World Masters of Projection Mapping. Una joint venture tra Amsterdam Light Festival, RAI Amsterdam e ISE che ha visto noti video artist sfidarsi con opere di projection mapping proiettate sulle pareti dell’EYE Filmmuseum. Ad aggiudicarsi il contest Florian e Michael Quistrebert, premiati in fiera il 9 febbraio per la pièce Stripes 5. L’iniziativa ha saputo racchiudere tutto ciò che ISE rappresenta, ovvero tecnologia e soluzioni che promuovono la creatività.

C – Quanto ai trend dell’edizione 2018, ci è parso evidente anche guardando gli stand dei “big” del mercato, il passaggio dal prodotto alla soluzione, insieme al crescente peso degli end user professionali tra i visitatori di ISE.
MB –
Sono d’accordo. Gli end user hanno capito che a ISE possono trovare più novità di prodotto, personale tecnico e marketing manager che in qualunque altro evento. Sanno anche che lo show offre un diverso set di tecnologie: dal digital signage alle comunicazioni unificate, dagli eventi live al residenziale, fino all’educational. Un grande punto d’incontro tra persone, prodotti e soluzioni, certamente unico nel suo genere. Si registra altresì un graduale passaggio dalle aziende che vendono “box” alle realtà che propongono “tecnologie e soluzioni”. Questa è stata l’evoluzione: gli utenti finali hanno espresso il desiderio di vedere le tecnologie applicate in situazioni reali, spesso realizzate dalle aziende in collaborazione con diversi fornitori. Ai produttori viene inoltre sempre più richiesto di trasformarsi in “partner” degli end user, compiendo passi avanti nei servizi. ISE ha fornito la sede e il marketplace per consentire questa evoluzione.

C – Anche il ruolo e la posizione dei system integrator sono destinati a cambiare negli anni a venire?
MB – In primo luogo, penso che ISE rimarrà un evento dedicato all’integrazione di sistemi. La verità è che più “sistemi” entreranno a far parte della diffusione tecnologica che caratterizza lo show. Per esempio, ISE ha abbracciato la comunità IT così come il mondo elettrico. Gli integratori AV tradizionali hanno ampliato il raggio d’azione rendendo di fatto più preziosa la loro offerta professionale.

C – ISE 2018 ha confermato anche il successo degli eventi pre-show, con un “tutto esaurito” per AudioForum, Smart Building Conference e TIDE Conference. Pensate a nuove iniziative per la prossima edizione?
MB –
Siamo molto soddisfatti di tutte le conferenze associate a ISE 2018, in particolare ho ricevuto ottimi feedback su AudioForum, momento fisso di “benvenuto” nel nostro programma. Quest’anno abbiamo proposto anche il l’XR Summit, incentrato su realtà virtuale, aumentata e mista, e bloolooplive, che ha esplorato il mercato delle attrazioni turistiche. Entrambi hanno saputo offrire approfondimenti sulle ultime tecnologie, soluzioni e tendenze del mercato, sebbene da due prospettive completamente diverse. Anche questo fa parte della nostra mission di evidenziare nuove opportunità di business per i visitatori. La nostra mente è già rivolta ai contenuti del 2019, vi potete aspettare nuovi e interessanti sviluppi.

C – Sul sito di ISE si legge che le conferme degli sponsor per l’anno prossimo coprono il 103% degli spazi 2018. State già pianificando come gestire le difficoltà logistiche generate da questo exploit? Si pensa anche a una nuova location?
MB – Abbiamo chiuso con 300 nuovi espositori rispetto a ISE 2017 e con l’aggiunta di un padiglione, il 15, allestito davanti al RAI di Amsterdam. In totale, c’erano quasi 1.300 espositori “spalmati” su 53.000 mq. La sfida per ISE è assicurarsi di poter ospitare adeguatamente tutti coloro che desiderino partecipare. Per questo stiamo esaminando attentamente come gestire gli spazi nel 2019, anche perché siamo legati al RAI di Amsterdam per le prossime due edizioni.

www.iseurope.org

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