Architetti vs Tecnologia

20-05-2012

"Gli elementi chiave che faranno il successo degli studi di architettura europei da qui al 2020 sono il talento, il focus su progetti sostenibili e ristrutturazioni, la capacità di lavorare sulla scena internazionale e tecnologie evolute di progettazione, gestione e presentazione."

Queste le conclusioni raggiunte da “Epson 20|20 Vision“: il Think Tank voluto da Epson a livello internazionale e composto da esperti di settore per far luce sugli scenari futuri dell’architettura.

Ma ciò che scaturisce dai sondaggi commissionati, in modo particolare per quel che riguarda il contesto italiano, è la necessità (urgente) di far accompagnare all’indispensabile processo di innovazione anche una fase di rinnovamento relativamente alle soluzioni tecnologiche hardware e software – nonché alle competenze riguardanti il loro utilizzo – determinanti per il successo nelle attività dell’architetto di oggi.

Le tecnologie attualmente disponibili che devono necessariamente far parte degli strumenti a disposizione dell’architetto (soluzioni di progettazione, BIM, stampa e presentazione), insieme alle future innovazioni che arriveranno entro la fine di questo decennio, rivestono naturalmente una grande importanza per i 500 studi di architettura di piccole, medie e grandi dimensioni (in Italia, Germania, Spagna, Francia e Regno Unito) che hanno partecipato al sondaggio di Epson 20|20 Vision e che sono stati interpellati con interviste telefoniche approfondite.

Tuttavia, il dato di fondo rilevato si articola su due aspetti: da una parte la consapevolezza riguardo la necessità di dover investire nelle più recenti tecnologie per promuovere la crescita; dall’altra, la constatazione dell’inadeguatezza degli strumenti hardware e software attualmente utilizzati in molti studi. È sufficiente leggere i numeri: in Italia, il 7% degli architetti ritiene che la propria tecnologia sia all’avanguardia, il 39% la considera appena sufficiente e il 20% la definisce obsoleta o inesistente.

Inoltre, se a livello Europeo più di un terzo degli architetti vede la tecnologia come importante volano di innovazione, determinante nelle dinamiche della concorrenza tra competitor, da un punto di vista dei signoli stati le cose cambiano: in Italia, Germania e Spagna gli studi che riconoscono i vantaggi della tecnologia come motore di innovazione per la loro impresa sono circa il 20% , mentre in Francia e nel Regno Unito sono più del 60%.

Al di là dei dati specifici, gli elementi che ci hanno maggiormente interessato di questo studio sono legati alla familiarità stessa che gli architetti hanno con la tecnologia. Se anche nel lavoro quotidiano la usano poco, e desidererebbero farlo di più, che dire della tecnologia che potrebbero prevedere nei progetti dei quali saranno gli autori? Ben vengano quindi tutti gli eventi che contribuiranno a rendere tangibile ciò che è possibile ottenere attraverso le tecnologie, dall’automazione ai più variegati progetti multimediali – uno spunto per le aziende che stanno progettando le loro attività, demo e roadshow…


Intervista al Prof. Antonello Stella – Università di Ferrara

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