Un caffè con Panasonic? Certo, al Museo Lavazza!

23-07-2019

I videoproiettori Solid Shine a tecnologia DLP di Panasonic hanno potuto esibire tutte le loro potenzialità nelle cinque sale del Museo Lavazza di Torino, dove sono stati impiegati per creare fascinose videoproiezioni.

A Torino, nel nuovo complesso “Nuvola” che si estende per 30.000 metri quadrati, progettato dallo studio Cino Zucchi Architetti, è stato inaugurato il Museo Lavazza. Si tratta di uno spazio dedicato alla scoperta del caffè italiano e delle sue origini. Il percorso all’interno del museo è suddiviso in cinque spazi: Casa Lavazza, la Fabbrica, la Piazza, l’Atelier e Universo. Le sale sono state studiate per offrire al visitatore un’esperienza immersiva e interattiva.


Il visitatore ha la possibilità di personalizzare la visita. Le installazioni multimediali interattive, infatti, possono essere attivate a piacimento appoggiando una tazzina, fornita ai visitatori, che integra il trasmettitore passivo a tecnologia RFID, su dei piattini digitali posizionati lungo tutto il percorso museale. Panasonic entra in gioco col video mapping: un’interessante installazione interattiva dà il benvenuto ai visitatori già nella prima sala. Si tratta di un libro realizzato di legno che il visitatore può sfogliare con un solo gesto della mano, grazie ai numerosi sensori che consentono di scorrerne i contenuti, ricreati grazie all’utilizzo del proiettore laser Panasonic PT-RZ470 installato all’interno del soffitto.

Oltre all’interattività, la videoproiezione è uno degli aspetti più caratterizzanti del museo. Diverse installazioni sono state create mediante l’utilizzo dei videoproiettori Solid Shine a tecnologia DLP di Panasonic e in particolare sono stati impiegati i modelli PT-RZ470, PT-RZ660 da 6000 lumen e PT-RZ770 da 7000 lumen. Quest’ultimo è stato utilizzato per la proiezione principale del museo all’interno della sala Universo, in cui sono stati posizionati ben otto proiettori PT-RZ770 DLP con ottica wide 0,8 ÷ 1:1 ET-DLE085 per ricreare una multiproiezione immersiva in edge blending altamente scenografica su una superficie ellittica costituita da una tenda a fili con un raggio di curvatura che varia continuamente.
La scelta di creare un museo interattivo è stata dettata principalmente dai nuovi trend del settore.
I proiettori Panasonic sono stati particolarmente utili nella creazione di questo spazio innovativo. I modelli Solid Shine, infatti, hanno permesso di azzerare le operazioni di manutenzione, senza compromettere la luminosità e la qualità del colore anche dopo mesi di utilizzo e hanno agevolato le operazioni di installazione, come sottolinea Gabriele Magagna, titolare di Acuson, il System integrator che ha seguito il progetto: “Poter avere a disposizione i proiettori laser di Panasonic ci ha semplificato molto il lavoro, perché abbiamo potuto orientarli senza vincoli di posizionamento.”


Un ulteriore vantaggio deriva dalla connessione dei proiettori in Digital Link, la versione HDBaseT proprietaria di Panasonic, che consente di distribuire i segnali audio video e di controllo attraverso un unico cavo. In questo modo tutti i contenuti del museo vengono gestiti da remoto, permettendo così di ospitare anche eventi di terze parti nelle sale del museo con proiezioni e contenuti ad hoc.

www.panasonic.com/it

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