Clay Paky corre all’Estoril

19-07-2016

Sul circuito dell’Estoril, ben noto a chiunque segua automobilismo e motociclismo, è scesa in pista Clay Paky, per illuminare lo show dedicato alla presentazione della nuova gamma di pneumatici Pirelli High Performance

La scelta di Pirelli è caduta sullo storico circuito di Estoril, in Portogallo, per il lancio mondiale della nuova gamma di pneumatici High Performance. Ma soprattutto, è caduta su Clay Paky non solo per l’illuminazione delle aree ospiti e stampa, ma anche per strutturare a livello di luci lo show in programma. Della direzione creativa si è occupata la società Newtonlab, che ha sviluppato tutte le soluzioni architettoniche per organizzare gli spazi interni, gli spazi destinati alla reception, agli incontri, alla convention, al relax, alla esposizione e alla presentazione del nuovo prodotto. Il lighting designer Giovanni Pinna ha dunque dovuto illuminare diverse aree oltre allo show, per il quale sono stati utilizzati dei proiettori Sharpy di Clay Paky. All’interno di una tensostruttura chiamata il “Cubo” si è svolto il programma istituzionale della convention e dello spettacolo, introdotto dalle coreografie di un corpo di ballo. Al termine di quattro minuti di movimenti di danza e di luci veloci e controllate, con un sistema motorizzato e automatizzato si è sollevato il fondale, un enorme schermo led, che svelava il circuito e tre auto, le vere protagoniste dell’evento: una Pagani Huayra BC, una McLaren 570S e la specialissima Lamborghini Aventador Pirelli Edition, realizzata proprio per celebrare la lunghissima collaborazione esclusiva tra Pirelli e Lamborghini. In pista, le tre auto sportive si sono esibite in una danza a base di drift, accelerazioni, sgommate e musica ritmata, in una atmosfera “disegnata” da 50 proiettori Sharpy, luci strobo e altri effetti luminosi.
In voluto contrasto con la spettacolarità dell’esterno, all’interno gli spazi erano illuminati in modo elegante ed essenziale. “Abbiamo coperto un campo visivo di 100/110 gradi. Dovunque il pubblico fosse seduto non vedeva la fine dei fari davanti a sé. Un tratto di circuito molto molto lungo, coperto capillarmente da proiettori Sharpy ed altri effetti”, ha detto Giovanni Pinna. “Per la prima volta ho usato tanti Sharpy in fila con un passo così breve (1,25 m tra un proiettore e l’altro): 50 Sharpy su 70 metri lineari, tutti a terra, una geometria di fasci davvero impressionante”.

http://www.claypaky.it

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